La Corea del Nord ha svelato nuove armi in concomitanza con l’ultimo test missilistico. In base alle immagini diffuse dai media di Stato, Kim Jong Un ha supervisionato personalmente la funzionalità sul campo di tre armamenti fin qui inediti: un lanciatore multiplo leggero simile agli HIMARS statunitensi, una versione aggiornata dei razzi guidati da 240 millimetri e un missile da crociera tattico dotato di guida AI. Per Pyongyang si tratta di un passaggio importante nella modernizzazione delle forze convenzionali, con l’obiettivo più volte dichiarato di potenziare le proprie capacità di colpire rapidamente bersagli militari sudcoreani senza fare affidamento esclusivo sul deterrente nucleare.
Le nuove armi di Kim
Le immagini diffuse dall’agenzia statale KCNA mostrano un veicolo ruotato compatto con pochi tubi di lancio, soluzione che ricorda da vicino il sistema americano M142 HIMARS diventato celebre nei conflitti recenti per la sua precisione e rapidità di dispiegamento.
Secondo quanto riportato da Defence Blog, il nuovo sistema nordcoreano sarebbe entrato nella fase di valutazione operativa dopo essere apparso per la prima volta in pubblico durante una parata militare del 2023. La somiglianza con l’HIMARS non sarebbe soltanto estetica: Pyongyang punta infatti a dotarsi di una piattaforma mobile capace di lanciare attacchi rapidi e difficili da intercettare, riducendo i tempi di risposta sul campo di battaglia.
Accanto al nuovo lanciatore, la Corea del Nord ha testato anche un razzo guidato da 240 millimetri con gittata estesa e sistema di navigazione autonomo ad alta precisione. Si tratta di un’evoluzione significativa rispetto ai vecchi razzi non guidati utilizzati per bombardamenti di saturazione. Con la nuova tecnologia, lo stesso arsenale può trasformarsi in uno strumento capace di colpire obiettivi specifici, aumentando l’efficacia contro basi, centri di comando e infrastrutture militari.
La mossa di Pyongyang
Il test che ha attirato maggiore attenzione resta però quello del missile da crociera tattico guidato dall’intelligenza artificiale. Secondo la solita KCNA, il vettore utilizza una combinazione di navigazione basata sul riconoscimento del terreno e guida terminale AI, capace di correggere la traiettoria nella fase finale per aumentare la precisione sull’obiettivo.
Il missile impiega inoltre una modalità di volo mista tra planata e propulsione, tecnica che rende più difficile l’intercettazione da parte delle difese aeree. Pyongyang sostiene che possa colpire qualsiasi bersaglio entro 100 chilometri con elevata accuratezza, una distanza sufficiente a coprire installazioni militari strategiche e centri logistici della Corea del Sud settentrionale.
Dal canto suo, Kim ha ordinato il dispiegamento del nuovo missile presso le unità di artiglieria a lungo raggio schierate vicino al confine meridionale, ribadendo la necessità di accelerare la modernizzazione delle forze armate. La Corea del Nord vuole insomma dimostrare di poter combattere una guerra moderna fatta di attacchi di precisione, sistemi automatizzati e capacità di risposta rapida. Seoul nel frattempo monitora la situazione con estrema attenzione, visto che il “clone” nordcoreano dell’HIMARS rappresenta molto più di una semplice copia tecnologica.

