Minardi: "Kimi era così intelligente in gara già a 10 anni"

Scritto il 21/07/2026
da Umberto Zapelloni

L’ex team manager che l’ha scoperto: "Spero di vedere tanti altri duelli fra lui e la Rossa"

«È un somaro perché vuole andare a sfruttare tutti i centimetri della pista e rischia sempre di oltrepassare i limiti della pista e incappare in una penalità». Parola di papà Marco, l’unico che riesce a trovare una sbavatura nel nuovo capolavoro dipinto dal figlio.
Qui si punta alla perfezione.

E i dettagli in F1 hanno sempre fatto la differenza. «Io ho capito che Kimi aveva svoltato un anno fa in Brasile quando negli ultimi 20 giri si è tenuto dietro Verstappen difendendo il suo secondo posto.

Se andate a rivedere quel finale di gara, vedrete tutta la sua grandezza», racconta Giancarlo Minardi, colui che, grazie a suo figlio Giovanni, segnalò Kimi a Toto Wolff. In quella gara Kimi uscì definitivamente dalla crisi estiva, dimostrò di aver capito il mondo in cui era stato catapultato.

«Io ero sicuro che Kimi sarebbe arrivato a questi risultati, ma onestamente non avrei scommesso sulle sei vittorie nelle prime dieci gare.

Invece... domenica a Spa è stato strategicamente perfetto. Dopo la prima curva ha lasciato sfilare Max e poi è andato a riprenderlo. Quando si è trovato dietro a Charles ha avuto la pazienza di aspettare... Ma io non mi sorprendo perché è da quando ha 10 anni che corre con quest’intelligenza». Viene da pensare in grande. Se continua così può diventare uno dei più grandi di sempre.

Giancarlo suona il campanello e lancia un avvertimento: «Ricordiamoci sempre che ha 19 anni e a quell’età è facile perdere la bussola. Non credo sia il suo caso, ma lasciamolo lavorare in pace», aggiunge Giancarlo, felice di aver assistito alla prima vera sfida in pista tra un pilota italiano e la Ferrari: «Speriamo di vederne ancora tanti da qui a fine anno perché comunque vada suonerebbe il nostro inno. Io sono un tifoso della Ferrari e un fan sfegatato di Kimi. L’augurio è che si continui con questi duelli e che la gente si diverta, senza tifare contro nessuno... Poi che vinca il migliore».

Siamo solo all’inizio dello show. Domenica in Ungheria la Ferrari dovrebbe essere ancora all’altezza. E poi, dopo le ferie e l’Olanda, arriverà il Gran premio d’Italia.

Con quei due, anzi quei tre perché non possiamo scordarci di Hamilton, si batterà ogni record di presenze. Tanto per restare nella Formula Italia.