Blitz di Rizzo contro Cappellini e Mentana: "Io rossobruno? No, voglio solo la pace"

Scritto il 29/05/2026
da Francesco Curridori

Irruzione di Marco Rizzo durante la presentazione del libro del vicedirettore di Repubblica, “Rossobruni. Quando gli estremi si uniscono per colpire la democrazia”

Marco Rizzo tira le orecchie a Enrico Mentana e a Stefano Cappellini. Il leader di Democrazia Sovrana e Popolare ha fatto irruzione alla presentazione del libro scritto dal vicedirettore di Repubblica “Rossobruni. Quando gli estremi si uniscono per colpire la democrazia” che si è tenuta oggi alla Mondadori di Galleria Colonna a Roma.

“L’antifascismo di oggi è un alibi per chi non vuole essere anti-capitalista. Io ho titolo a parlare non voi dei grandi media”, ha esordito Rizzo, visibilmente irritato per essere stato inserito tra i “rossobruni”. E, a tal proposito, ha detto: “Cappellini mi cita come rossobruno? Io so solo che quando Putin e Trump si sono dati la mano, le azioni delle grandi fabbriche di armi sono andati giù”. E ancora: “Io ero felice, perché era una speranza di pace. Dovremmo volerla tutti. Tra gli europeisti che criticano i cosiddetti rosso-bruni vedo un po’ troppi tifosi della guerra”. L’ex parlamentare ed ex segretario del Partito Comunista ha ricordato:“A me, negli anni Settanta, i fasci mi hanno aspettato sotto casa per tre volte”. Lo show di Rizzo è proseguito tra le facce attonite dei presenti che lo hanno sentito inveire contro gli antifascisti da strapazzo: “Il vostro - ha detto - è un antifascismo da passerella, una narrazione imbastita di propaganda del sistema”. Rizzo, puntando il dito evidentemente verso l’autore del libro, ha detto: “Repubblica è stata un’operazione di intelligence per distruggere il Partito Comunista”. Il leader di Democrazia Sovrana e Popolare ha, quindi, ricordato: “Prima il militante aveva in tasca l’Unità, poi, dagli anni 80, ha iniziato a leggere Repubblica che ha contribuito a farlo mutare geneticamente. Il Pci diventa Pd ovvero il partito più conseguente alla globalizzazione capitalistica. È l’eterogenesi dei fini”.