Il legame tra la sinistra e l'Islam è oramai noto, con il Pd che è arrivato a candidare ben sette bengalesi per le elezioni amministrative di Venezia, registrando un flop totale. Ma questo ponte, oramai indissolubile, passa anche attraverso i momenti di preghiera della comunità, l'apertura di nuove moschee, o eventi del calendario mussulmano.
L'ultimo caso si è registrato mercoledì, giorno in cui si celebrava la Festa del Sacrificio, per cui le moschee di tutta Italia hanno scelto (e spesso sono stati concessi) spazi all'aperto per decantare i loro sermoni. La festa in questione coincide con il periodo del pellegrinaggio alla Mecca e prevede preghiere comunitarie e, in molti Paesi, il sacrificio rituale di un animale (pecora, montone, capra o bovino). Ma, nonostante l'Italia sia un Paese laico a maggioranza cattolica, ci sono esponenti della sinistra italiana che hanno pensato bene di omaggiare il rituale islamico muniti di fascia tricolore. Questo senza pensare al fatto che l'Islam sia l'unica confessione che non ha firmato un'intesa con lo Stato italiano, come previsto dall'articolo 8 della nostra costituzione. Lo ha fatto il presidente del Consiglio comunale di Reggio Emilia, Matteo Iori, in quota partito Pd, che ha tenuto un discorso dal palchetto antistante i fedeli indossando la fascia.
Stessa identica scelta da parte di Michela Favero, vicesindaca di Stefano Lo Russo, primo cittadino di Torino: "Al parco Dora ho portato il saluto della città in occasione dell'Eid al-Adha, una delle festività più importanti per la comunità musulmana. Una giornata che richiama valori universali come fede, condivisione, solidarietà e che racconta molto anche di Torino: una città che fa del dialogo tra culture e religione e una risorsa concreta per crescere insieme", scrive Favero. Mentre Lo Russo, anche lui in quota Pd, sabato è andato a banchettare con l'Associazione Islamica delle Alpi: "L'intera giornata è stata animata da stand informativi, degustazioni tipiche, laboratori, musica, giochi e spettacoli culturali" scrive la moschea Taiba a corredo di una foto di Lo Russo con in mano una targa in arabo e mentre si aggira tra i vari stand di cibo locale. Ma non finisce qui, perché anche a Modena il primo cittadino, l'esponente di sinistra Massimo Mezzetti, ha preso il microfono davanti a una platea composta da migliaia di fedeli islamici riunitasi presso la Fiera della città. Poi Matteo Pilioni, consigliere del Pd in Regione Lombardia: "È stato un momento di grande significato spirituale peri i fedeli, ma per me è rappresentato soprattutto una preziosa occasione di incontro e dialogo. Continua a credere fermamente che la conoscenza reciproca sia il ponte più solido per costruire una comunità unita e rispettosa", ha scritto sotto un post mentre ringrazia il presidente del centro culturale islamico di Crema per l'invito. Ma nessuno di loro ha pensato nemmeno per un istante di dar voce alle lamentele dei cittadini italiani che si sono ritrovati con le strade bloccate sotto le loro abitazioni e che sono stati svegliati all'alba dai canti in arabo diffusi dai vari imam con il megafono, all'irregolarità della maggior parte delle moschee cui loro stessi, tramite la loro presenza e il loro silenzio, danno tacita approvazione. Forse dal disastro registrato in Laguna, però, la sinistra non ha compreso appieno la lezione.

