La fronda del M5s prende le distanze dall'ex idolo Ranucci. E la Rai fa verifiche su fonti e correttezza

Scritto il 21/07/2026
da Giulia Sorrentino

Convocato il comitato etico, lui replica: "Tranquillissimo". Pronto l'esposto di Fdi

Il legame tra Sigfrido Ranucci e Valter Lavitola, l'uomo accusato di essere il mandante dell'attentato che colpì il giornalista lo scorso ottobre, sta destando dubbi non solo negli inquirenti, ma anche nel mondo della politica e dell'informazione. E, attenzione, perché a defilarsi e a non prendere le difese di Mr Report ora sembra non essere più nemmeno l'opposizione. Il silenzio del Pd è noto, ma l'ultimo baluardo che sembrava lo proteggesse era il Movimento 5 Stelle. Eppure, una fonte interna al partito, che conosce le dinamiche fin dagli albori, spiega a Il Giornale che "la difesa di Ranucci è stata d'ufficio per molti di noi dei 5 Stelle, soprattutto da parte dei componenti della vigilanza Rai". E il silenzio attuale? "Beh, prima di scaricarlo vogliamo capire bene come stanno le cose, perché dopo averne preso le parti in più occasioni e in modo anche palese, diventa difficile fare il contrario. Ma non possiamo nascondere che il suo rapporto con Lavitola sta creando problemi nel Movimento stesso, è oggettivamente inspiegabile". E sottolinea come ci sarebbe proprio un piccolo nucleo "capitanato da Chiara Appendino che, così come sulla patrimoniale o sulle preferenze, fa il controcanto a Conte. Non solo sul tema Ranucci. E questo emerge anche nelle riunioni interne, in cui però stranamente l'argomento non è mai stato affrontato". Una o due sarebbero le riunioni sulla comunicazione che il partito di Giuseppe Conte farebbe per capire quale linea seguire sui vari temi di attualità, ma di Ranucci si è preferito non parlare, anche perché "non tutti lo sostengono con lo stesso fervore di Dolores Bevilacqua, che il partito cerca di contenere nelle sue uscite. Se ci fate caso non c'è stato un comunicato a firma di tutto il partito, così come nemmeno da parte di Conte, un motivo ci sarà".

Intanto, fonti vicine a via della Scrofa confermano l'intenzione di "andare avanti". Il Giornale apprende che sarebbe quasi ultimato l'esposto che sarà presentato in Procura. Un atto che, come confermano le stesse fonti, si è arricchito giorno dopo giorno di nuovi elementi. L'obiettivo è chiedere di verificare, alla luce di quanto sta via via emergendo dagli organi di informazione, il ruolo eventualmente avuto da Lavitola nel confezionamento di alcuni servizi di Report. Ma anche se l'eventuale coinvolgimento del faccendiere sia riconducibile a finalità private.

Un dossier, quello di Ranucci, che per la Rai, alla luce delle recenti rivelazioni, sta diventando un problema anche a livello di immagine.

Per questo l'azienda ha deciso di intervenire in modo netto. E lo farà convocando il comitato etico che si occupa della tutela dell'immagine e del rispetto dei principi del giornalismo investigativo e delle inchieste alla base del servizio pubblico.

Verranno quindi effettuate una serie di verifiche interne sui rapporti di collaborazione e fonti di Ranucci e della trasmissione per capire se la gestione sia stata rispettosa delle linee guida del contratto di servizio, a partire dai principi di imparzialità e indipendenza. Il Comitato Etico Rai è composto dai responsabili di diverse direzioni chiave (tra cui internal auditing, affari legali, risorse umane) ed è incaricato di valutare eventuali violazioni di condotta e dichiarazioni: l'obiettivo dell'azienda è chiarire in che modo e se Ranucci possa aver messo in atto comportamenti che potrebbero ledere l'immagine e la credibilità della tv di Stato. Ma il conduttore, parlando con l'Ansa, si dice "tranquillissimo. La narrazione di alcuni giornali su Report è vergognosa. E chi non si rende conto che questo è un attacco a quegli ultimi presidi di giornalismo libero e indipendente, è miope". Sta di fatto che non ha ancora chiarito la mancata presa di distanza da Lavitola, che avrebbe chiamato la sera in cui il faccendiere è stato perquisito dai carabinieri.