Elly Schlein, nella strana veste d'Infanta d'Italia, ce l'aveva detto con un certo entusiasmo dopo uno dei tanti selfie in terra iberica con il suo idolo Pedro Sánchez. Porteremo in Italia il modello spagnolo, aveva proclamato la pasionaria del Pd. Peccato che il mito di Sánchez (quasi al tramonto) porti con sé due caratteristiche di cui l'Italia non solo non ha bisogno ma non sente nemmeno la nostalgia. La prima è il meccanismo che ha portato il leader socialista al palazzo della Moncloa. Alle elezioni avevano più voti i popolari ma con un accordo sottobanco, che prende in giro le istanze autonomiste della Catalogna, l'equilibrista finito nella bufera giudiziaria, quel Pedro che a parole attacca Israele e Trump ma poi spara sui clandestini e fa menare la Flotilla che rientra, si è piazzato al governo. Questo modello non ha senso importarlo da noi, visto che è stata la sinistra italiana a inventarlo fin dal 2007, anno di battesimo del Partito Democratico che ha piazzato al governo ministri e premier senza mai avere vinto le elezioni. Quindi non c'è nulla di nuovo. Per quanto riguarda le inchieste che si abbattono sul partito socialista, qualcuno ricordi a Elly Schlein che in Italia le abbiamo già viste. Furono la ragione per cui l'ex Pci è potuto entrare nella sfera dei partiti di governo mutando nome e, forse, natura. Fino a tornare proprio sotto la guida di Schlein a radicalizzarsi a estrema sinistra. All'epoca il socialista atlantista più forte del mondo, Bettino Craxi, fu preso come bersaglio dai comunisti. Per cui Elly, grazie del pensiero, ma ci teniamo il modello italiano.
L'Infanta d'Italia
Scritto il 29/05/2026
da Tommaso Cerno

