Borse sempre più stressate. E tra i big si insinua la paura

Scritto il 20/07/2026
da Titta Ferraro

Crescono gli interrogativi sulla capacità di Wall Street di battere le stime. E i microchip pagano dazio (-18%)

Sui mercati l'euforia sull'intelligenza artificiale inizia a vacillare anche davanti al susseguirsi di utili record per i giganti di Wall Street. Il rischio è che si passi da un semplice ritorno sulla terra delle valutazioni di segmenti come quello dei semiconduttori il cui indice da inizio luglio ha subito un violento dietrofront del 18% - in qualcosa di più ampio. L'eccesso di ottimismo, legato all'IA e non solo, ha fatto progressivamente lievitare le aspettative sui profitti. Così uno degli elementi caratterizzanti del mercato rialzista nella prima metà del 2026 è che il rapporto prezzo/utili prospettico non è aumentato, anzi è addirittura sceso. Questo in quanto le previsioni di crescita degli utili stanno correndo più velocemente delle quotazioni azionarie. Una dinamica apparentemente rassicurante che, tuttavia, potrebbe nascondere un eccesso di ottimismo.

La capacità di Wall Street di sorprendere in positivo sul fronte dei profitti è ormai un leitmotiv. Lo scorso anno, stando ai dati FactSet, ogni tornata di trimestrali ha visto la crescita degli utili quasi doppiare il consensus: in media +12% rispetto a +7% atteso. Nel primo trimestre 2026 la tendenza è divenuta ancora più marcata: +26% dei profitti per le società dell'S&P 500 rispetto al +12% del consensus.

Tutto lascia presagire che nel breve il boom continuerà. Ad oggi il 90% delle 49 società dell'S&P 500 che hanno già snocciolato i numeri del secondo trimestre ha registrato risultati oltre le attese. Spiccano le big bancarie con utili monstre per 49 miliardi di dollari per i cinque maggiori istituti a stelle e strisce. Per l'intero 2026 la crescita degli utili a Wall Street è stimata nell'ordine del 26% medio, in deciso aumento rispetto alle aspettative di +19,2% di soli tre mesi fa.

L'asticella si è alzata e non di poco. E questo a tendere potrebbe rappresentare un problema. «Le attese rischiano di essere poste a un livello così elevato che non si riesce a superarle», avverte Enzo Corsello, country head per l'Italia di Allianz Global Investors, che cita il caso del colosso sudcoreano Samsung che ha annunciato utili in crescita del 1.800% tra aprile e giugno, pari al totale degli utili negli ultimi tre anni messi insieme, ma al mercato non è bastato. «Guardando avanti le stime prospettiche rischiano di essere eccessivamente ottimistiche in quanto le società potrebbero fare fatica a mantenere questi ritmi», aggiunge Corsello che vede questo come un problema non nell'immediato, ma che potrebbe emergere con forza nel corso del 2027.

Secondo Peter Berezin, head strategist di BCA Research, il gonfiarsi della bolla dell'IA è guidata da una crescita degli utili insostenibile. Gli squilibri tra domanda e offerta sono tra i principali fattori che stanno sostenendo il boom dei profitti nel caso dei chip di memoria e «le carenze portano a prezzi più alti, che a loro volta portano a margini di profitto più elevati. Profitti più alti incentivano l'investimento in nuove capacità. Ma l'offerta alla fine raggiungerà la domanda, causando un crollo di prezzi e profitti», è la tesi di Berezin che sottolinea anche un altro aspetto critico, ossia che durante le bolle degli utili gli analisti iniziano a tagliare le stime solo dopo che lo scrollone sui mercati si materializza in tutta la sua forza. Il rischio è quindi che la bolla dell'ottimismo scoppi senza che gli investitori abbiano il tempo di allacciare le cinture per la discesa.