Il Pilastro, la punta dell’iceberg di una regione arresa al crimine

Scritto il 21/07/2026
da Francesca Neri

Bologna è la quarta provincia per incidenza dei reati. Rimini quinta. E la sinistra chiude gli occhi

nostro inviato a Bologna

La morte di Abderrahim Fakir riporta il Pilastro (nella foto) al centro della scena nazionale. Ma dietro il caso giudiziario c’è il problema di una sicurezza che in Emilia-Romagna mostra crepe sempre più evidenti. Il quartiere della periferia nord-est di Bologna è la fotografia di una regione che continua a vantare ricchezza, imprese e crescita economica, ma che fatica a garantire quello che dovrebbe essere il primo compito delle istituzioni.

Secondo l’Indice della criminalità del Sole 24 Ore, elaborato sui dati del ministero dell’Interno, Bologna è la quarta provincia italiana per incidenza dei reati denunciati: 61.816 denunce, pari a 6.055,3 ogni 100mila abitanti. Rimini è quinta nella graduatoria nazionale con 20.425 denunce e un’incidenza di 5.995,6 ogni 100mila residenti. A Bologna sono state registrate 28.678 denunce per furti, 1.087 rapine, oltre 7.200 danneggiamenti e 6.163 truffe e frodi informatiche. La percezione di molti residenti è quella di territori dove il degrado avanza più rapidamente delle risposte. Il Pilastro questa sensazione l’ha rappresentata già in passato. Nel 2020 il quartiere finì sotto i riflettori dopo che il leader della Lega Matteo Salvini citofonò a un’abitazione chiedendo se lì ci fossero degli spacciatori. Una scena che provocò uno scontro politico nazionale. Cinque anni dopo, il tema resta aperto. Dal Pilastro alle altre periferie emiliano-romagnole continuano ad arrivare segnalazioni e proteste di cittadini che lamentano spaccio, furti e chiedono interventi più incisivi.

Anche il caso Fakir ha riacceso lo scontro politico. Dopo la manifestazione di domenica sera nel quartiere, la decisione del sindaco Matteo Lepore di convocare un presidio ieri sera è stata contestata dal centrodestra ma anche da alcuni cittadini. Il movimento Una Bologna che Cambia ha invitato alla prudenza: «In un momento tanto delicato, il primo dovere di un sindaco è invitare alla calma, abbassare i toni e garantire fiducia nelle Istituzioni. Le Forze dell’ordine sono intervenute a seguito delle richieste di aiuto dei residenti e sarà l’inchiesta a chiarire e ad accertare eventuali responsabilità».

La questione sicurezza, intanto, attraversa tutta la regione. Da Reggio Emilia Claudio Guidetti, esponente di Azione, ha chiesto alle istituzioni un cambio di passo sostenendo che «la sicurezza è una priorità» e invocando «risposte concrete, non chiacchiere». Un messaggio che arriva da molti territori. Il Pilastro è diventato il simbolo di una sicurezza che, secondo molti cittadini, non sta più funzionando. Una regione che per anni è stata indicata come modello di sviluppo oggi deve affrontare un’altra sfida: dimostrare che crescita economica e sicurezza possono ancora viaggiare insieme.