Nicole Minetti graziata dal presidente Mattarella. Il Quirinale: "Gravi condizioni di salute di un parente minore"

Scritto il 11/04/2026
da Manuela Messina

L’ex consigliere regionale della Lombardia era stata condannata a 3 anni e 11 mesi, pena cumulativa per peculato e induzione alla prostituzione

Nicole Minetti è stata graziata dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: condannata in via definitiva a 1 anno e un mese per peculato e a 2 anni e 10 mesi per induzione alla prostituzione nell'ambito del processo “Ruby bis”, non entrerà in carcere grazie al provvedimento firmato dal capo dello Stato per “motivi umanitari”. A dare la notizia è stato il programma “Mi manda Rai Tre” e l’annuncio è stato questa mattina dal conduttore Federico Ruffo: “Questa mattina l'anticipazione (alle 8:30 circa) su Mi manda Rai Tre e sul Il Fatto Quotidiano, domani l'inchiesta integrale”.

Le pene per l'ex consigliera regionale

Le due pene inflitte all’ex consigliere regionale, eletta nel 2010 e dimessa nel 2012 con la caduta della giunta regionale, erano state accorpate per una pena cumulativa totale di 3 anni e 11 mesi, che Minetti avrebbe dovuto scontare in carcere. Nel 2022 si era aperta la fase esecutiva, che però era stata sospesa perché Minetti aveva richiesto l’affidamento ai servizi sociali. L’udienza davanti al Tribunale di Sorveglianza per confermare o rigettare l’istanza era fissata a dicembre 2025 ma non si è mai arrivati al dibattimento, in quanto è arrivata prima la richiesta grazia del presidente della Repubblica.

Il Quirinale: "Gravi condizioni di salute di familiare minore"

Come spiega Il Fatto Quotidiano, l’unica cosa che è trapelata è che Mattarella abbia firmato il decreto, con il parere positivo del Ministro della Giustizia Nordio e quello del Procuratore Capo della Corte d'Appello, rilevando la “necessità di provvedere a esigenze familiari”, che però non sono state rese note per questioni di privacy. Il Quirinale, con una nota diffusa in mattinata, ha fatto sapere che “la concessione dell'atto di clemenza - in favore del quale si è espresso il competente Procuratore generale della Corte d'appello in un ampio parere - si è fondata anche sulle gravi condizioni di salute di uno stretto familiare minore della Minetti che necessita di assistenza e cure particolari, presso ospedali altamente specializzati”. La normativa a tutela dei minori, ha sottolineato il Quirinale, “non consente di rendere noti dettagli sulle condizioni di salute del minore”. Il programma condotto da Ruffo ha provato a contattare Minetti per capire di più, per cercare conferma o un commento alla scoperta, ma l’ex consigliere regionale ha preferito non rispondere, com’è suo diritto fare. Minetti venne travolta dal terremoto politico che nei primi anni Dieci del Duemila ha travolto la giunta regionale della Lombardia guidata da Roberto Formigoni ma anche dal cosiddetto "Rubygate", per il quale è stata condannata in via definitiva.

I legali: "Decisione si colloca su istituto costituzionale della clemenza"

"Il provvedimento di Grazia concesso alla dottoressa Nicole Minetti si colloca nel pieno solco dell’istituto costituzionale della clemenza individuale e si fonda su una valutazione in concreto dei presupposti della vicenda, come rappresentati nell’istanza presentata dai sottoscritti avvocati", la nota degli avvocati Emanuele Fisicaro e Antonella Calcaterra. n particolare, sono stati posti a fondamento della domanda: straordinari profili umanitari, connessi alla tutela della salute e alla condizione di particolare vulnerabilità di un minore, rispetto alla quale si chiede il massimo, dovuto riserbo; la necessità di assicurare continuità di cura e stabilità familiare, evitando effetti indiretti sproporzionati su soggetti terzi; la distanza temporale e conseguente verifica dell’attualità della funzione rieducativa della pena residua; • gli elementi di responsabilizzazione personale e reinserimento sociale maturati nel tempo; Dichiarazione degli Avvocati "Accogliamo con rispetto istituzionale il provvedimento adottato, che si inserisce nel quadro ordinamentale della clemenza individuale, previsto per situazioni eccezionali e valutate rigorosamente in concreto. In casi analoghi, scelte di questa natura restano normalmente confinate alla dimensione personale e familiare, senza una particolare esposizione pubblica. Proprio per questo, rinnoviamo l’invito al massimo riserbo, in particolare sulla posizione del minore. Ove la risonanza mediatica dovesse tradursi in un pregiudizio concreto per la dignità, la riservatezza e la serenità della vita familiare della dottoressa Minetti - e, soprattutto, per la tutela del minore - ci riserviamo ogni opportuna iniziativa nelle sedi competenti a tutela dei diritti coinvolti".